Odontoiatria Pediatrica

I bambini crescono imparando a sorridere

La promozione della salute orale, deve mirare ad eseguire tutte le raccomandazioni di prevenzione, diagnosi e terapia. Corretti atteggiamenti e comportamenti adottati sin dall’età pediatrica, da parte di professionisti multidisciplinari nonché da genitori e tutor, devono avere come obbiettivo quello di raggiungere e mantenere lo stato di salute del bambino.

Quando la prima visita?

È consigliabile che la prima visita odontoiatrica venga fatta a completamento della
dentizione decidua (3-4 anni di età) indipendentemente dalla presenza o meno di
problematiche dentali.

In che cosa consiste la prima visita?

Durante la prima visita il bambino ha l’opportunità di prendere confidenza sia con l’ambiente che con il personale, l’odontoiatra e la sua equipe devono necessariamente mettersi in sintonia con la personalità del piccolo paziente, i suoi problemi, le sue paure, giungendo così ad ottenere la sua fiducia e quella dei genitori. Il personale per tale motivo deve essere istruito e preparato all’accoglienza psicologica del bambino, e anche l’ambiente deve essere “a misura di bambino”. Naturalmente l’odontoiatra e la sua equipe devono rivolgersi al paziente considerando il suo grado di maturazione psicocomportamentale.


Cosa viene fatto in prima visita?

In prima visita oltre a valutare lo stato di salute dei tessuti duri (denti) e molli (mucose e
gengive), occorre considerare anche la articolazione temporo-mandibolare (ATM), l’occlusione (cioè l’ingranaggio delle due arcate dentarie) in funzione allo sviluppo e all’età, la formula dentaria e infine eventuali abitudini viziate: come l’uso prolungato del ciuccio, suzione del dito, deglutizione atipica.

Un esame approfondito prevede un colloquio con i genitori riguardo lo stato generale di salute del bambino (patologie in corso sistemiche o locali, uso abitudinario di farmaci), problemi respiratori, parafunzioni (digrignamento o serramento notturno) russamento, abitudini alimentari, igiene orale.

Lo scopo della prima visita è quello di instaurare un’alleanza con i genitori, necessaria per il conseguimento degli obbiettivi comuni che sono volti al risolvere la patologia in atto, a programmare i controlli periodici e a monitorare le abitudini e gli stili di vita domiciliari.

Di cosa si occupa l’odontoiatria pediatrica?

Della prevenzione e delle patologie del cavo orale, in particolare:
  • Prevenzione primaria in relazione alla valutazione del rischio di sviluppare patologia cariosa (Alto, Medio, Basso).
  •  Terapia della “Sindrome da biberon” (E.C.C) ovvero delle carie destruenti e multiple ad insorgenza molto precoce, ad andamento rapidamente evolutivo, causate da trasmissione verticale ed a uso frequente e prolungato di zuccheri.
  • Terapia conservativa di decidui (denti da latte) e permanenti immaturi, sede di patologia cariosa o di lesioni traumatiche.
  • Terapia della polpa di decidui (denti da latte) e permanenti immaturi.
  • Piccola chirurgia (estrazione di elemento non più recuperabili), frenulectomie, estrazioni di denti soprannumerari.
  • Diagnosi precoce e terapia delle erosioni dei denti decidui e permanenti in funzione della presenza/assenza della patologia sistemica associata (e.: reflusso gastroesofageo, disturbi del comportamento alimentare, malassorbimenti, ecc..) che necessitano di approccio interdisciplinare.
  • Diagnosi precoce e terapia dei tessuti molli e delle mucose orali.
  • Diagnosi precoce e terapia delle abitudini viziate (respiratore orale, succhiamento protratto, deglutizione infantile) in un’ottica si interdisciplinarietà.
  • Riabilitazione protesica in caso di oligo/anodonzia.

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PREVENZIONE DELLA PATOLOGIA CARIOSA

Definizione della carie

La carie è una patologia multifattoriale infettiva a carattere cronico-degenerativo che interessa i tessuti duri provocandone la distruzione.

Come si forma la carie

Biofilm e superficie
Il biofilm è un’aggregazione di specie batteriche cariogene (Streptococchi del gruppo Mutans e Lactobacilli) ben organizzate che vanno ad aderire su superfici dure, come per esempio il dente appena erotto.
La componente batterica del biofilm, che macroscopicamente si chiama placca dentale, può essere valutata attraverso dei test che vengono eseguiti su campioni di saliva.

Dieta

Un fattore di fondamentale importanza è rappresentato dalle abitudini alimentari del soggetto.
I batteri cariogeni necessitano di carboidrati per vivere e riprodursi.
Dal loro metabolismo si producono degli acidi deboli che provocano la demineralizzazione dei tessuti duri dentali. Quando il pH raggiunge la soglia limite di circa 5,5 (soglia di
demineralizzazione per lo smalto), i tessuti duri orali cedono minerali all’ambiente (demineralizzazione).
Se la demineralizzazione si perpetua nel tempo si svilupperanno le cosiddette “White spot”, ovvero il primo stadio della lesione cariosa, che se intercettate possono portare ad una restitutio ad integrum. Se questo processo non viene interrotto, la perdita di componente minerale da parte dei tessuti duri orali prosegue e dalla lesione iniziale avrà origine la lesione cavitaria.
Tuttavia se si lascia agire la saliva, in tempi adeguati, circa 30 minuti, l’organismo è in grado di neutralizzare questo ambiente acido attraverso un sistema tampone.
La saliva infatti, ha un elevato potere tampone e grazie ad esso è in grado di opporsi alla variazione di pH instauratasi durante l’introduzione del cibo in bocca.
Con questo processo, i minerali persi durante la fase di demineralizzazione saranno poi reintegrati attraverso un processo inverso (remineralizzazione).
Se dunque vengono introdotti con elevata frequenza alimenti e/o bevande ricchi di carboidrati, la diminuzione del pH sotto la soglia di rischio sarà frequente e la somma dei tempi in cui il valore è basso diventa elevata, con maggior rischio di contrarre la carie.

Il saccarosio (cioè lo zucchero da cucina), è il carboidrato semplice (disaccaride) più efficacemente metabolizzato dai batteri cariogeni.
Oltre al saccarosio, in ordine di cariogenicità, vi sono il glucosio, il maltosio, il fruttosio e il
lattosio. Gli alimenti ricchi di amido, senza l'aggiunta di zuccheri, giocano un ruolo limitato nella patogenesi della carie.

Ospite

Tra i fattori riconducibili all’ospite, quello che maggiormente influenza il rischio di carie è la saliva.
  • La saliva influisce su tessuti duri e molli con un’azione di detersione e lubrificazione;
  • Ha potere tampone per cui contribuisce a remineralizzare le superfici dentali grazie al suo contenuto in minerali come gli ioni calcio e fosfato e sistemi proteici quali le statine e le proteine ricche in prolina.
  • Contiene inoltre, sostanze che le conferiscono capacità antibatteriche di tipo specifico e
    aspecifico, quali sistemi enzimatici come lattoferrina, lisozima, lattoperossidasi etc.
La raccolta di saliva permette di valutare flusso e potere tampone.

Il flusso salivare basale inferiore a 0,1 ml/min, o stimolato inferiore a 1,0 ml/min, indica una riduzione del flusso sotto la soglia di rischio per la patologia cariosa.
La valutazione del potere tampone, che, se ridotto, contribuisce a incrementare il rischio.

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CONSIDERAZIONI DEL MINISTERO DELLA SALUTE

FACCIAMO QUALCHE CONSIDERAZIONE:
È importante spazzolare i denti per eliminare la placca e distruggere il biofilm ed in questa fase svolge un ruolo fondamentale l’uso del dentifricio al fluoro.
È importante concentrare la dieta a quattro pasti al giorno (colazione, mezza mattina, pranzo, merenda e cena) in modo da lasciare alla saliva di svolgere il suo potere tampone e remineralizzare lo smalto dei denti.
La dieta ricca di alimenti con alto apporto calorico e poco apporto nutrizionale deve essere ridotta, è meglio dunque mangiare i dolci (meglio se fatti in casa) o la cioccolata (meglio se fondente) durante uno dei pasti principali, cercando di evitare la sera, se possibile. (perché la notte il flusso salivare è notevolmente ridotto).
Quando noi introduciamo il cibo in bocca il nostro pH comunque si abbassa, certamente se il nostro pasto è solo a base di carboidrati la nostra dieta non solo sarà poco nutriente, ma farà da buon bocconcino per i batteri della carie. Ma…. se noi eliminiamo gli eccessi di cibo e placca con lo spazzolino e il dentifricio e facciamo agire indisturbata la saliva, siamo sicuri che il nostro rischio di sviluppare carie sarà drasticamente ridotto.

COSA FA IL CLINICO?

Appare subito evidente come, definire in prima visita il GRADO DI RISCHIO a sviluppare carie, a cui è soggetto un bambino, sia estremamente importante.
Questo lavoro minuzioso viene fatto attraverso la raccolta di dati presenti nella cartella anamnestica dove vengono messi in evidenza le abitudini alimentari e l’igiene orale domiciliare del bambino, e attraverso l’ausilio di test che hanno lo scopo di valutare il flusso e il potere tampone della saliva e il Ph della bocca dei piccoli pazienti.
Infine la compilazione di una cartella clinica individuale ci permette di stabilire il piano di cure, ma soprattutto di programmare la tabella di prevenzione carie, in rapporto al grado di rischio rilevato (Alto,Medio,Basso)

COSA CI RACCOMANDANO LE “LINEE GUIDA NAZIONALI PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE ORALE E LA PREVENZIONE DELLE PATOLOGIE ORALI IN ETA’ EVOLUTIVA” (Aggiornamento del Ministero della Sanità del novembre 2013)

Nota: si precisa che quanto riportato è stato estratto dalle ”Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva” del Nov. 2013

Portale Salute

Ci raccomandano quanto segue:

 

Raccomandazione 1

Il rischio individuale di sviluppare lesioni cariose deve essere valutato attraverso l’esperienza di carie, le abitudini alimentari e di igiene orale, la fluoroprofilassi e lo stato di salute generale di ciascun individuo, oltre che attraverso lo stato socioeconomico della famiglia.

Perciò:
La presenza anche di un solo elemento dentale, deciduo o permanente, cariato, curato o mancante per carie rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di nuove lesioni cariose.
L’assunzione di bevande e cibi contenenti carboidrati semplici è sconsigliata fuori dai pasti principali; in particolare, l’uso del succhiotto edulcorato e l’uso non nutrizionale del biberon contenente bevande zuccherine devono essere fortemente sconsigliati.
Lo stato della salute orale di chi si occupa del bambino e lo stato socioeconomico della famiglia influiscono sul suo rischio di sviluppare lesioni cariose.
Un’insufficiente esposizione ai composti fluorati rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di lesioni cariose.
I trattamenti ortodontici, le disabilità e le patologie sistemiche rappresentano potenziali fattori di rischio per l’insorgenza di lesioni cariose.

La rimozione dei depositi molli dalle superfici orali è importante per il mantenimento della salute dento-parodontale.

ALTRE CONSIDERAZIONI:
Forti evidenze hanno dimostrato che le madri rappresentano la fonte primaria per la colonizzazione di Streptococcus mutans dei loro figli. La colonizzazione, prima transitoria, diventa stabile solo dopo l’eruzione dei primi denti decidui, poiché le superfici dure forniranno una sede stabile di adesione per i microrganismi cariogeni.
Il basso stato socio-economico, di per sé, non provoca carie ma tale condizione è spesso associata a una dieta ricca di alimenti trasformati ad alto contenuto di carboidrati semplici. Il fabbisogno calorico di queste famiglie è soddisfatto da alimenti di modesto valore nutrizionale ed elevato contenuto calorico.

Categorie di farmaci che possono indurre riduzione della secrezione salivare e che quindi aumentano il rischio di sviluppare carie:

● Analgesici
● Antispastici
● Anticolinergici
● Antiemetici
● Antimalarici
● Antiprotozoari
● Antielmintici
● Broncodilatatori
● Antiasmatici
● Diuretici
● Mucolitici
● Narcotici
● Neurolettici, antipsicotici
● Sali di Litio
● Sedativi della tosse (codeina)

Raccomandazione 2

La prevenzione della carie attraverso l’utilizzo del fluoro è necessaria per tutti gli individui.

Chewing-gum
La masticazione di chewing-gum ha molteplici effetti benefici:

● rimozione dei residui di cibo e della placca dalle superfici dentali

● la stimolazione del flusso salivare

● incremento del pH

La stimolazione salivare ottenuta utilizzando un chewing-gum dopo un pasto aumenta, inoltre la saliva si presenta in uno stato di sovra-saturazione minerale, promuovendo, quindi, il processo di remineralizzazione.
Ad oggi, la maggior parte dei chewing-gum sugar-free in commercio viene dolcificata con polioli (polialcoli) o dolcificanti artificiali in sostituzione al saccarosio e fruttosio per evitarne l’effetto cariogeno.
Lo xilitolo, in particolare, presenta un’importante attività cario-preventiva, anche a lungo termine, che viene esplicata attraverso la riduzione della concentrazione degli Streptococchi del gruppo Mutans e una conseguente riduzione dei livelli di acido lattico prodotti.

LA TERAPIA DEL DENTE DECIDUO, ANCHE DETTO DENTE DA LATTE.

Se il dente deciduo, anche detto dente da latte, è stato colpito dal processo carioso, dobbiamo
curarlo.
Il dente deciduo è un dente a tutti gli effetti, quindi dotato di corona e di radice, di conseguenza quando cariato, le terapie sono molto simi a quelle che si possono fare su un dente permanente (definitivo). La differenza consiste nel fatto che nel dente deciduo occorre tener ben presente il grado di riassorbimento delle radici (rizolisi), che si verifica quando il bambino si appresta alla permuta, cioè alla sostituzione del dente deciduo con quello permanente. In questo caso il dente esfolia senza la radice perché è stata riassorbita dalla pressione che esercita la corona del dente definitivo sottostante.
La corretta diagnosi clinica e radiografica permetterà di stabilire il grado di compromissione
pulpare, la presenza di possibili lesioni periapicali (ascesi o fistole) il grado di rizolisi e l’eventuale interessamento dei corrispettivi denti permanenti da parte di processi flogistici.
Il dente deciduo, può essere sottoposto alle seguenti terapie:

 

 

 

OTTURAZIONE

“il restauro del dente deciduo è una procedura che prevede la completa rimozione del tessuto cariato e la sua sostituzione con un materiale biocompatibile con caratteristiche fisico-chimiche in grado di resistere ai carichi masticatori e all’ecosistema del cavo orale. L’obbiettivo del trattamento… è di garantire il recupero funzionale prima che estetico.” Linee guida nazionali del Ministero della Sanità” 2007

 

TERAPIA ENDODONTICA

“l’obbiettivo della terapia endodontica è il mantenimento dell’integrità anatomo-funzionale e della salute dell’elemento dentario e dei suoi tessuti di sostegno, per prevenire possibili alterazioni di tipo ortognatodontico e/o infettivo.
La carie e/o le sequele di trauma dento-alveolare in dentatura decidua possono determinare
patologie ascessuali e la perdita precoce di spazio in arcata, influenzando negativamente la permuta e la formazione del permanente corrispondente.” Linee guida nazionali del Ministero della Sanità” 2007

 

CHIRURGIA

La rimozione dell’elemento dentario deciduo deve essere attentamente valutata sia dal punto di vista clinico (dolore e febbre ricorrente) che radiologico, soprattutto in relazione allo sviluppo ortognatodontico del piccolo paziente. Infatti la rimozione precoce di un dente da latte compromette lo sviluppo delle arcate dentarie e di conseguenza il rapporto tra esse e con il distretto maxillo- facciale.

Va eseguita solo quando si è certi di non poter in nessun modo recuperare l’elemento gravemente compromesso.
La chirurgia pediatrica interessa anche i tessuti molli (gengive e mucose).

 

FRENULECTOMIA

Il trattamento del frenulo labiale superiore va eseguito solo quando l’attacco esercita una forza traumatica sulla gengiva o causa un diastema (spazio tra i due incisivi superiori) che permane dopo l’eruzione dei canini permanenti.
È indicato intervenire precocemente quando si diagnostica un frenulo labiale inferiore corto.
Nel caso del frenulo linguale corto che spesso provoca limitati movimenti della lingua, la frenulectomia deve essere considerato individualmente.

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