Maternità

Durante il periodo di gravidanza, la donna va incontro a cambiamenti fisiologici complessi dell’organismo che possono incidere negativamente sulla salute orale.

MALATTIE ORALI IN GRAVIDANZA E SALUTE DEL FETO E DEL NEONATO

 

Durante il periodo di gravidanza, la donna va incontro a cambiamenti fisiologici complessi dell’organismo che possono incidere negativamente sulla salute orale.

Le domande che una donna può porsi durante il periodo di gravidanza, sul proprio stato di salute orale, sono molte, ma essenzialmente possiamo considerarne tre:

1. Durante la gravidanza si possono verificare compromissioni della salute orale?

Si certo, è infatti noto che la gestante può avere problemi di salute orale fino al 100 %.

A causa delle modificazioni ormonali, vascolari e immunologiche, i tessuti gengivali spesso
manifestano una risposta infiammatoria esagerata nei confronti dei microbi patogeni ed è, quindi,
frequente l’insorgenza o l’aggravamento di patologia dei tessuti parodontali, come gengivite (dal
30% al 100%), parodontite (da l5% al 20%) ed epulidi (10%)
Le epulidi sono neoformazioni localizzate dei tessuti gengivali di entità variabile, indotte da una
risposta infiammatoria con caratteristiche produttive.

 

2. Quali sono le malattie orali che più frequentemente possono insorgere durante la gravidanza?

Gengiviti, parodontiti, epulidi, erosioni dello smalto, carie dentale.

3. Quali sono i fattori di rischio e le cause di queste condizioni patologiche?

Modificazioni della dieta e dell’igiene orale, l’iperemesi gravidica mattutina, la malattia da reflusso esofageo, le modificazioni ormonali, vascolari e immunologiche.

Le modificazioni della dieta e dell’igiene orale, l’iperemesi gravidica mattutina, la malattia da
reflusso esofageo possono provocare la demineralizzazione dei tessuti dentali con erosioni dello
smalto e aumento del rischio di carie se non vengono pianificati opportuni interventi preventivi.
L’aumento del livello di ormoni circolanti come gli estrogeni e il progesterone, promotori della
crescita di batteri anaerobi nel biofim batterico della placca dentale; la stimolazione di mediatori
pro-infiammatori (prostaglantine) e l’alterazione della risposta immunitaria locale, contribuiscono
all’aumentata incidenza di patologia parodontale in gravidanza.

Decorso della sintomatologia durante tutta la gravidanza:

I sintomi e i segni di patologia paradontale possono comparire inizialmente nel secondo mese di gestazione e raggiungono la massima gravità circa un mese prima del parto; dopo il parto, si riducono solitamente fino alla remissione di alcune settimane.

 

COME PREVENIRE I DISTURBI ORALI DURANTE IL PERIODO DI GESTAZIONE E QUALI CORRELAZIONI CON IL FETO E IL NEONATO?

L’educazione sanitaria durante la gravidanza è un mezzo efficace per la prevenzione delle patologie orali nella madre e nel bambino.

1. La presenza e l’aggravamento delle malattie gengivali nella gestante può contribuire agli esiti avversi della gravidanza quali aborto, parto pretermine, ritardo di accrescimento intrauterino, preeclampsia?

Prove scientifiche emergenti mostrano l’associazione tra infezione parodontale ed esiti negativi della gravidanza, come il parto pretermine e il basso peso alla nascita (I-A).

Sono state considerate e valutate diverse ipotesi per spiegare l’associazione:
(i) i microorganismi orali e i loro prodotti citotossici possono essere diffusi all’organo materno fetoplacentare, causando o potenziando una risposta immunitaria inappropriata o una risposta materna e/o fetale che provoca gli esiti avversi;
(ii) la malattia gengivale e la patologia della gravidanza possono essere coesistenti in relazione a un fattore sistemico di predisposizione ad un eccesso di risposta infiammatoria sistemica, determinato geneticamente o epigeneticamente.

Nel 2010 veniva fornita la prima prova umana che Fusobacterium nucleatum, specie batterica originata dal biofilm parodontopatogeno sottogengivale della madre e traslocato alla placenta e al feto, era in grado di provocare un evento infiammatorio acuto che portava alla morte endouterina del feto.

Questi studi hanno, tuttavia, evidenziato chiaramente che il trattamento parodontale di routine durante la gravidanza non ha avuto effetti avversi né aumentato gli esiti negativi.

2. La prevenzione orale e le cure dento-parodontali prima e/o durante la gravidanza sono in grado di diminuire il rischio di eventi avversi della gravidanza e il rischio di malattie dentali nel nascituro?

Non appare certo che la terapia parodontale nella gestante riduca l’incidenza di esiti avversi della gravidanza (I-A).
La riduzione della flora batterica orale cariogena nella gestante previene l’insorgenza di carie dentale del bambino nascituro (I-A).
Il controllo delle malattie orali può, quindi, migliorare significativamente la qualità di vita della gestante e ha il potenziale di ridurre la trasmissione dei batteri orali da madre a figlio (II-B).

Per diminuire il rischio di insorgenza di erosioni e carie dentali nelle pazienti gravide che soffrono frequentemente di nausea e vomito da iperemesi gravidica, può essere utile adottare una serie di suggerimenti, quali:

(i) alimentarsi frequentemente con piccole quantità di cibo nutriente,
(ii) risciacquare la bocca dopo gli episodi di vomito con acqua con disciolto un cucchiaino di bicarbonato di sodio per neutralizzare l’acidità dell’ambiente orale,
(iii) masticare chewing-gum senza zucchero o contenente xilitolo dopo aver mangiato,
(iv) utilizzare spazzolini da denti delicati e dentifrici al fluoro non abrasivi per prevenire danni alle superfici dei denti demineralizzate dal contatto con il contenuto gastrico acido.

3. La presenza di malattie dentali nella gestante può aumentare il rischio di carie dentale del bambino?

Quanto più è elevata la presenza di carie dentale attiva e di batteri cariogeni nel biofilm orale materno, tanto maggiore è il rischio di trasmissione verticale e la conseguente colonizzazione delle superfici orali del bambino; esistono correlazioni anche con il livello di igiene orale globale della madre, la presenza di parodontite, la frequenza dei pasti glucidici e lo stato socioeconomico (I-A).

La presenza di carie dentali attive e di flora batterica orale cariogena nella madre aumenta il rischio di insorgenza di carie dentale nel bambino. La carie dentale è un problema comune nell’infanzia, in particolare nei bambini in età prescolare. È cinque volte più diffuso dell’asma.
La colonizzazione da parte delle specie batteriche cariogene, in particolare da Streptococcus mutans si può verificare dal momento della nascita, perché le fissurazioni della superficie linguale possono ospitare il batterio come nicchie ecologiche rilevanti nell’infanzia prima dell’eruzione dei denti, anche se la colonizzazione più significativa si osserva dopo l’eruzione dei denti, perché avviene una trasmissione verticale da madre a figlio.
L’obiettivo primario delle cure orali in età perinatale, per quanto riguarda la trasmissione della carie, è quello di ridurre il numero di batteri cariogeni nella bocca della gestante in modo che la colonizzazione da parte di Streptococchi mutans del neonato possa essere ritardata il più possibile.

4. La supplementazione con fluoro e/o con altri micronutrienti (vitamina D) durante la gravidanza è indicata e utile per la prevenzione della carie dentale e di patologie malformative del cavo orale del bambino?

Nelle donne che programmano una gravidanza o che non ne escludono attivamente la possibilità, si raccomanda la promozione di una alimentazione ricca di frutta e verdura e l’assunzione di acido folico 400 mcg al giorno. È importante che la supplementazione inizi almeno un mese prima del concepimento e continui per tutto il primo trimestre di gravidanza. Non è indicata la fluoroprofilassi né la supplementazione con altre vitamine in base ai dati attualmente disponibili (I-A).

La nutrizione materna, a partire dall’epoca preconcezionale, è uno dei fattori più importanti per lo sviluppo degli organi embrionali e della placenta.
In particolare, durante tutto il periodo della gravidanza, il fabbisogno di micronutrienti, tra cui vitamine e minerali, aumenta proporzionalmente di più rispetto al fabbisogno energetico, e questo può determinare sbilanciamenti nutrizionali.
Negli ultimi anni è stato molto studiato il ruolo del fluoro e recentemente della vitamina D per la prevenzione prenatale dello sviluppo della carie dentale precoce.
La supplementazione con acido folico è stata, invece, valutata per la prevenzione della labio palatoschisi.
La fluoroprofilassi, intesa come prevenzione della carie attraverso l’utilizzo del fluoro, rappresenta il fondamento della prevenzione della carie ed è necessaria per tutti gli individui.
L’effetto della somministrazione di fluoro durante la gravidanza sulla salute dentale del nascituro è un argomento attualmente dibattuto. A livello scientifico non esiste più alcuna motivazione a supplementare con fluoro la donna in gravidanza, pur passando il fluoro la barriera placentare.
A oggi, l’effetto preventivo post-eruttivo del fluoro, ottenuto attraverso la via di somministrazione topica, è considerato più efficace rispetto a quello pre-eruttivo, ottenuto attraverso la via di somministrazione sistemica.

Le più recenti raccomandazioni della SINU (Società italiana di nutrizione umana) non prevedono un aumentato fabbisogno di fluoro durante la gravidanza e l’allattamento; l’assunzione raccomandata di ione F corrisponde a 3 mg/die (LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti, rev. 2012).
Un ridotto livello di vitamina D durante la gravidanza potrebbe causare lo sviluppo inadeguato degli ameloblasti; uno studio recente evidenzia la presenza di una relazione inversa tra livelli di vitamina D e insorgenza di carie nel primo anno di vita.
Tuttavia, non sono ancora disponibili studi sugli effetti della supplementazione con vitamina D per la prevenzione della carie dentale.

La supplementazione con 400 mcg di acido folico al giorno è, attualmente, raccomandata a tutte le donne che non escludono una gravidanza, per la prevenzione dei difetti del tubo neurale. Non esistono ancora evidenze definitive sul suo potenziale ruolo anche per la riduzione del rischio di altre anomalie congenite come la labiopalatoschisi. Tuttavia, è stata evidenziato un aumentato rischio di labiopalatoschisi nelle donne che seguono un pattern dietetico cosiddetto “western”, cioè con ridotto apporto di frutta e verdura, principali fonti di folati.

 

 

 

DIAGNOSI E TERAPIE ODONTOSTOMATOLOGICHE IN GRAVIDANZA 

La prevenzione e il trattamento delle gengiviti, delle parodontiti e delle carie dentali prima, durante e dopo la gravidanza possono migliorare la salute orale delle gestanti, degli individui in età perinatale e della comunità.

Nonostante non vi siano consistenti prove scientifiche per dimostrare che la terapia parodontale durante la gravidanza possa ridurre il rischio di esiti avversi della stessa, l’esecuzione di cure dentali nella gestante non ha evidenziato un aumentato rischio di complicanze per la gravidanza stessa;
la diffusione sistemica di microbi orali patogeni durante le attività di pulizia professionale dei denti non costituisce un potenziale pericolo, essendo, comunque, un evento normale durante lo spazzolamento dentale e la normale masticazione.
Posporre il trattamento di gravi infezioni orali può essere, al contrario, causa di diffusione sistemica di batteri patogeni o di progressione dell’infezione fino al coinvolgimento sistemico con possibile influenza fortemente negativa sul buon andamento della gravidanza.

Quando eseguire con sicurezza le terapie odontoiatriche in corso di gravidanza?

Poiché il secondo trimestre è considerato il momento più sicuro per effettuare le cure preventive e operative odontoiatriche, è necessario che l’odontoiatra venga informato sulla data presunta del parto.
Il periodo più sicuro per eseguire le procedure terapeutiche odontoiatriche durante la gravidanza è all’inizio del secondo trimestre, dalla 14a alla 20a settimane di gestazione.

Quali rischi in caso di somministrazione di farmaci e sostanze di comune impiego in odontoiatria in una donna in gravidanza o in allattamento?

Per ciò che riguarda i farmaci e le sostanze di comune impiego in odontoiatria, cioè gli anestetici locali, gli antibiotici, gli analgesici e gli antisettici orali, la sicurezza di impiego è correlata a diversi fattori, tra cui la classe e il tipo di farmaco, l’epoca di somministrazione in gravidanza, il dosaggio e
la durata della terapia.
Il bambino è esposto a una concentrazione molto più elevata durante la gravidanza che durante l’allattamento.
Non è detto che farmaci ritenuti necessari ed a basso rischio durante la gravidanza, lo siano altrettanto anche in corso di allattamento.
Durante il periodo dell’allattamento al seno, l’eventuale rischio per il lattante derivante dall’uso dei farmaci è un problema che, in pratica, si pone soprattutto quando il bambino è allattato in maniera esclusiva al seno e, specie, nei primi 2 mesi di vita quando il metabolismo è ancora immaturo oppure nei neonati pretermine.
Quando, invece, il bambino viene solo in parte allattato al seno o quando ha più di 2 mesi di vita, il rischio tossicologico in corso di lattazione si riduce significativamente ed il problema perde di rilevanza clinica.

Quali rischi in caso di somministrazione di farmaci e sostanze di comune impiego in odontoiatria in una donna in gravidanza o in allattamento?

Per ciò che riguarda i farmaci e le sostanze di comune impiego in odontoiatria, cioè gli anestetici locali, gli antibiotici, gli analgesici e gli antisettici orali, la sicurezza di impiego è correlata a diversi fattori, tra cui la classe e il tipo di farmaco, l’epoca di somministrazione in gravidanza, il dosaggio e
la durata della terapia.
Il bambino è esposto a una concentrazione molto più elevata durante la gravidanza che durante l’allattamento.
Non è detto che farmaci ritenuti necessari ed a basso rischio durante la gravidanza, lo siano altrettanto anche in corso di allattamento.
Durante il periodo dell’allattamento al seno, l’eventuale rischio per il lattante derivante dall’uso dei farmaci è un problema che, in pratica, si pone soprattutto quando il bambino è allattato in maniera esclusiva al seno e, specie, nei primi 2 mesi di vita quando il metabolismo è ancora immaturo oppure nei neonati pretermine.
Quando, invece, il bambino viene solo in parte allattato al seno o quando ha più di 2 mesi di vita, il rischio tossicologico in corso di lattazione si riduce significativamente ed il problema perde di rilevanza clinica.

Le donne in gravidanza o in allattamento possono sottoporsi ad anestesia?

Si certo, la somministrazione di determinate molecole di anestetico anche con adrenalina possono essere somministrate con le dovute precauzioni solo quando assolutamente
necessario.
Tutti gli anestetici usati in odontoiatria sono in grado di attraversare la barriera placentare.
Non esistono studi sull’uso dell’adrenalina come vasocostrittore durante l’allattamento ma, a causa della sua breve emivita, è improbabile che possa compromettere il latte materno.

Le donne in gravidanza o in allattamento possono usare colluttori a base di Clorexidina?

La clorexidina è il principio attivo di molti collutori, viene proposta nelle concentrazioni comprese tra lo 0,05% e il 0,2%, ed è impiegata in caso di infiammazioni gengivali.
La clorexidina dovrebbe essere impiegata durante la gravidanza solo quando la necessità clinica sia stata chiaramente evidenziata dal curante.
Gli studi sugli animali non sono riusciti a evidenziare prove di teratogenicità anche se somministrata ad alte dosi. Non esistono, tuttavia, dati controllati ottenuti da gravidanze umane.

Le donne in gravidanza o in allattamento possono usare antibiotici?

In caso di processi patologici infettivi solo alcune classi di farmaci antibatterici possono essere prescritti durante la gravidanza, scegliendo con attenzione principi attivi con ampi indici di sicurezza.
Durante l’allattamento alcuni antibiotici e i comuni anestetici locali di impiego odontoiatrico possono essere utilizzati senza rischi aggiuntivi. (Ministero della Salute – Tavolo tecnico operativo interdisciplinare per la promozione dell'allattamento al seno – TAS – Pres. R. Davanzo).

 

Nota: si precisa che quanto riportato è stato estratto dalle ”Raccomandazioni per la promozione della salute orale in età perinatale dell’anno 2014”
Molte parti del riassunto riportano integralmente il testo promulgato dal Ministero dalla Sanità.
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=732&area=Sorriso%20salute&menu=v
uotoattivita

PREVENZIONE DELLA PATOLOGIA CARIOSA
● Cosa è la carie e come si forma
● Raccomandazioni del ministero della salute
● FLUOROPROFILASSI
● SIGILLATURA
● Chewing-gum

TERAPIE DEL DENTE DECIDUO
● Otturazioni
● Cure canalari o endodonzia del dente deciduo
● Estrazione
● Trattamento dei frenuli

APPROFONDIMENTI
● PATOLOGIE:
❖ MHI
❖ Sindrome da biberon
❖ EHP

● TRAUMI
● RUSSAMENTO
● DIGRIGNAMENTO
● ORTODONZIA TRADIZIONALE E INVISIBILE (Invisalign)
● SEDAZIONE COSCIENTE
● RADIOLOGIA